N° 102

 

TIRO INCROCIATO

 

 

Di Carlo Monni (con concetti e personaggi di Fabio Volino e Andrea Garagiola)

 

 

1.

 

 

            Nel lontano 1870 il saggista e scrittore americano Charles Dudley Warren ha scritto: “La politica crea strani compagni di letto”. Circa 150 anni dopo quella frase è ancora attuale.

Prendiamo i tre uomini che siedono allo stesso tavolo in un famoso ristorante di Washington in una sera insolitamente calda. Fisicamente e caratterialmente non potrebbero essere più diversi eppure sono riuniti insieme per qualcosa di più che una semplice cena conviviale, qualcosa che potrebbe influenzare la vite di molte persone.

Henry Peter Gyrich è il Consigliere del Presidente degli Stati Uniti per gli Affari Superumani, un uomo la cui integrità personale non può essere messa in discussione. Ha passato quasi tutta la sua vita da adulto al servizio del suo Paese animato da sincero spirito di servizio ma come il personaggio interpretato da Jack Nicholson nel film “Codice d’onore”, ha passato così tanto tempo a combattere da aver dimenticato perché lo fa.

Sonny Burch è Il Sottosegretario alla Sicurezza Interna per l’Intelligence e l’Analisi, un uomo decisamente non bello, viscido, ambizioso, i cui vizi privati superano le sue non eccezionali pubbliche virtù.

Arthur Woodman, Senatore Anziano del Tennessee, è il Presidente della Commissione Ristretta sull’Intelligence del Senato. Un uomo un po’ sovrappeso dallo sguardo duro e con fama di severità.

Tre uomini uniti da interessi comuni e ciascuno di loro ha un segreto che gli altri non conoscono.

-Quello che chiedi non è facile.- borbotta Burch.

-Mi stai dicendo che non vuoi farlo, Sonny?- ribatte Gyrich con voce gelida.

-Non ho detto questo.- replica l’altro -Ho detto che non sarà facile. Dovrò spostare dei fondi da alcuni programmi.-

-La mia Commissione approverà lo stanziamento se la questione sarà presentata come necessaria per la nostra sicurezza. Non avrò alcun problema a convincere i miei colleghi della Maggioranza ed anche qualcuno della Minoranza.- interviene Woodman -L’attacco di U.L.T.I.M.A.T.U.M. e la questione dei cloni dell’Hydra hanno mandato tutti in fibrillazione.

-I cloni, già.- borbotta Burch -Una faccenda davvero assurda che ci sta rendendo tutti paranoici. Se ne sta occupando una task force congiunta tra S.H.I.E.L.D e F.B.S.A.-[1]

            Gyrich fa una smorfia e dice:

-Non mi piace molto che lo S.H.I.E.L.D. ficchi il naso negli affari degli Stati Uniti.-

-Nick Fury e la sua gente sono i più qualificati ad intervenire contro l’Hydra. La combattono da anni.- replica Burch.-

-Ma non l’hanno mai sconfitta.-

-Semplicemente perché non è facile.- ribatte a sua volta Woodman -Come il suo omologo mitologico, se ne tagli una testa ne spuntano due. Fury è il solo che ne abbia contrastato i piani con successo, per questo la mia commissione vota sempre a favore del contributo alla sua organizzazione.-

            Gyrich non replica. Sonny Burch, invece, si alza.

-Bene, signori…- dice -… la cena era ottima ma adesso devo salutarvi. Ho… uhm… un appuntamento importante.-

-A quest’ora?- esclama Woodman.

-Il mio lavoro non finisce praticamente mai. Beh, scusatemi.-

            Gli altri due decidono di imitarlo e la piccola riunione si scioglie.

 

            Mentre i tre politici lasciano il locale, una giovane ed attraente donna dai lunghi capelli biondi si alza a sua volta dal suo tavolo e dopo aver pagato il conto esce all’aperto.

-Se ne sono appena andati.- dice parlando ad un laringofono nascosto da un pendente al suo collo -Non posso seguirli tutti ovviamente.-

<<Di Gyrich mi sto già occupando io.>> replica una voce femminile attraverso un auricolare <<Burch non è un problema, invece Woodman mi interessa. Se ha qualche segreto voglio saperlo. Sai cosa fare,, Ursula.>>

            Ursula Armstrong, giornalista della sede locale della WFSK, sorride e replica:

-Non mi sfuggirà, stai tranquilla.-

 

            Il luogo è la città di Boston, capitale del Massachusetts, il luogo da cui partì, oltre due secoli fa, la prima scintilla della Rivoluzione Americana. I pensieri della giovane donna che indossa il costume di Capitan America non sono rivolti alla storia ma alla massiccia figura davanti a lei: un uomo alto che indossa una tuta rossa e la cui pelle è ricoperta di metallo e che nella mano destra impugna un fucile di precisione e nella sinistra una specie di pistola.

            Dalle sue labbra è appena uscita una frase sprezzante:

-Mi dispiace, ragazza, ma non sei all’altezza di Warhawk.-[2]

            Un attimo dopo dal suo fucile viene sparata una raffica di proiettili che però si infrange sullo scudo di Cap.

-Questo è da vedere!- esclama lei precipitandoglisi addosso.

            Piombano a terra e Capitan è sopra al suo avversario inchiodandolo al suolo premendogli le ginocchia sul petto:

Sa chi è: Warhawk, alias Mitchell Tanner, ex militare delle Forze Speciali che un esperimento che era la sua migliore speranza di salvargli la vita da gravi ferite, ha dotato di una pelle di metallo flessibile e di una forza superumana. In preda ad una forma grave di stress postraumatico aveva disertato ed era diventato un super mercenario che si era scontrato più volte con Iron Fist e gli X-Men. È davvero un avversario difficile.

Liz Mace gli preme lo scudo contro la gola.

-Scommetto che il tuo collo non è abbastanza resistente da non essere spezzato dal mio scudo.- gli dice:

            Warhawk le rivolge uno sguardo strafottente e replica:

-Ed io scommetto che non hai il fegato di farlo.-

 

            Il vantaggio di avere un costume intessuto con fibre di vibranio è che l’energia cinetica di un proiettile viene in gran parte assorbita. In gran parte, non del tutto, pensa Falcon mentre cade fa un tetto di Tyson in Virginia.

            L’eroe afroamericano si sente come se avesse ricevuto un calcio nella schiena ma questo non gli impedisce di riprendere in tempo il controllo, spiegare le sue ali artificiali e risalire.

            Gli hanno sparato dal tetto di una palazzina più alta di quella dove era appostato il cecchino che stava per uccidere Nikki Adams e Edmond Atkinson.[3]

            Falcon aguzza la vista ed individua chi stava cercando: una donna in costume in piedi sul ciglio di un tetto ed un fucile in pugno.

-Non è possibile, esclama sorpreso.

            La donna indossa una variante del costume appartenuto alla supereroina chiamata Mimo, la defunta moglie di Occhio di Falco.

 

 

2.

 

 

            Capitan America si morde le labbra per la frustrazione. Naturalmente Warhawk ha colto nel segno: anche se ne fosse in grado, lei non userebbe mai il suo scudo per ucciderlo. La lezione di Steve Rogers è molto semplice: deve esserci un modo migliore e sta a lei trovarlo.

Warhawk approfitta del suo momento di indecisione per scrollarsela di dosso e mentre Cap rotola lontano impegna ancora la sua arma.

-Avresti dovuto uccidermi.- le dice -In guerra non ci si può permettere di essere teneri con il nemico.-

-E sparare un razzo su un furgone con a bordo persone disarmate sarebbe un atto di guerra? Non raccontarmi storie!- replica Liz lanciando il suo scudo.

            Il fantastico oggetto compie un arco, colpisce la canna del fucile di Warhawk spezzandola e poi torna nelle mani di Cap.

-Tu non sei un soldato Tanner.- afferma lei -Sei un mercenario ed un assassino… ma stavolta hai fallito.-

-Che vuoi dire?-

-Guarda nel furgone.-

            Perplesso Warhawk si avvicina al mezzo rovesciato e guarda all’interno attraverso lo squarcio provocato dal suo missile.

-È vuoto!- esclama..

 

            Un’auto piuttosto anonima raggiunge un piccolo aeroporto poco fuori Boston e ne scendono, J. William Mace e sua moglie Dorothy assieme al colonnello dell’Esercito Carolyn “Cary” St. Lawrence. Con loro anche un afroamericano ed un bianco vestiti di scuro.

-Ha funzionato.- commenta il nero -Hanno preso di mira il furgone ignorando che era vuoto.-

-E l’autista?- chiede Dorothy Mace.

-Niente autista.- risponde il bianco -Era un modello guidato in remoto concessoci dallo S.H.I.E.L.D. grazie a Capitan America.-

-Continua a non piacermi l’idea di scappare così, senza nemmeno sapere che ne è della mia figlia minore.- interviene Will Mace.

            Per tacere della maggiore nelle vesti di Capitan America, pensa ma non lo dice.

-Meglio che essere uccisi non crede?- ribatte il nero.

-Dove ci porterete?- chiede ancora Dorothy.

-Lo saprete quando ci sarete.- risponde l’agente federale bianco accompagnandoli verso un piccolo aereo che aspetta poco lontano.

 

            La donna bionda con il costume blu e bianco con la parte superiore del volto coperta da ampi occhiali a specchio non si scompone e prende di mira Falcon con un fucile dall’aspetto futuristico.

            Il colpo parte ma il bersaglio è sparito. La donna si volta di scatto ma troppo tardi: Falcon è arrivato alle sue spalle e con il suo rostro le strappa la sua arma.

-Chi sei?- le chiede con durezza -Perché indossi il costume di Mimo?-

-Non so chi sia Mimo.- replica lei con freddezza -Io sono la Cacciatrice.-          

            Getta qualcosa a terra e subito dopo ecco un lampo seguito da un rumore intenso. Falcon si porta le mani alle orecchie. Non vede la donna ma la sente.

-Niente di personale, è solo lavoro.-

            Lo stridio di un falco echeggia all’improvviso seguito dal grido di una donna. Sam Wilson sbatte gli occhi mentre la vista gli ritorna mostrando la donna che si tiene la mano destra lacerata dagli artigli di Redwing.

-Bravo amico mio. Ora, ragazza, dimmi…-

            Il rumore di uno sparo interrompe Falcon.

-Nikki, maledizione!- esclama sollevandosi in volo.

 

 

3.

 

 

            La voce di Capitan America risuona forte e chiara nelle orecchie di Mitchell Tanner:

-Hai fallito, Warhawk. Credevi davvero che non avessi previsto le mosse dei tuoi padroni? Non sono poi così furbi non credi?-

            Warhawk si gira rapidamente. Nella sua mano una pistola ma non fa in tempo a sparare. Una detonazione echeggia e l’arma gli salta di mano.

            Da un elicottero sopra le loro teste Cary St. Lawrence con in mano un fucile da cecchini sorride. Avrebbe preferito colpire la testa di Warhawk ma va bene lo stesso.

            Al di sotto Tanner si lancia su Cap ma lei lo evita, si getta a terra, gli fa lo sgambetto, e prima che si rialzi lo colpisce con lo scudo. Una volta, due, tre. Warhawk barcolla ma ancora non cade.

Liz Mace continua a colpirlo. La rabbia per il tentato omicidio dei suoi genitori scorre senza freni e pelle metallizzata o meno il suo avversario alla fine cede e crolla in ginocchio.

Per un attimo Cap considera l’idea di colpirlo ancora, poi abbassa lo scudo e dice:

-È tutto vostro.-

            La scena si è riempita di agenti della Polizia di Boston e di agenti in borghese. Tra loro un asiatico.

-Agente Speciale David Sum F.B.S.A.- si presenta -Lo prendiamo in consegna noi.-

-Ve lo lascio con piacere.- replica Cap -Magari riuscirete a farlo parlare dei suoi committenti.-

-Ne dubito. Da quel che so di lui, è un duro.-

-Gli altri prigionieri, forse….-

-Parla di quelli che ha catturato stamattina?[4] Spiacente, Capitano: ho appena saputo che sono morti tutti. Chiunque li abbia mandati è riuscito a raggiungerli anche nelle loro celle.-

            Liz sospira. Il nemico è potente e determinato ma lei lo è di più.

 

            Le ali artificiali disegnate da T’Challa, sovrano del Wakanda e genio dell’ingegneria, portano Falcon sul tetto dove era appostato il cecchino che ha fermato prima che sparasse a Nikki Adams ed al suo amico dell’ufficio del DNI[5] ma di lui non c’è più traccia e scommetterebbe che anche la cosiddetta Cacciatrice è scomparsa. Lo sparo era solo una diversione per permetterle di fuggire dopo il fallimento dell’agguato. L’istinto gli dice che presto o tardi li rivedrà entrambi ma ora ha altro a cui pensare.

            Il suo volo termina proprio di fronte ai due mancati bersagli.

-Falcon!- esclama Edmond Atkinson -Allora dobbiamo a te se siamo salvi.-

-Potete ritenervi fortunati che fossi qui. A quanto pare, c’è una talpa nel suo ufficio, Mr. Atkinson. Chiunque volesse morti lei e Miss Adams sapeva dove sareste stati e quando.-

-Già, qualcuno che ha trovato un accesso alle mie mail.- commenta Atkinson -Dovremo stare molto attenti..-

-Beh, pare che siamo ben protetti.- interviene Nikki.

Falcon sente l’intensità dello sguardo indagatore della donna. Nikki non è una stupida e probabilmente sospetta.

-Scusate.- dice -Ho una cosa da fare.-

            Vola via e ritorna sul tetto du cui si è scontrato con la Cacciatrice e trova quello che sperava: sangue che la donna ha perso quando Redwing l’ha graffiata. Non è molto ma dovrebbe bastare a togliergli almeno un dubbio.

 

Più a Nord della Capitale, nella città di Boston, una giovane donna bionda osserva la luna appena sorta mentre indulge in cupi pensieri.

-Naturalmente stai pensando a tua sorella.- le si rivolge una donna dai corti capelli castani.

-Naturalmente.- replica Elizabeth Mary Mace -C’è qualcosa che mi sfugge in questa faccenda.-

-Ovvero?- chiede Carolyn St. Lawrence.

-Qualcuno ha rapito Bobbi, poi, a quanto sembra, qualcun altro è intervenuto, ha eliminato i rapitori e portato via Bobbi.-

-E tu ti stai chiedendo perché, se l’ha liberata, non l’ha ancora riportata a casa?-

-Proprio così. Che sta succedendo? Chi ha salvato Bobbi,… se davvero è stato un salvataggio? E perché? Ho la sensazione che la risposta a queste domande non mi piacerà.-

-Ma questo non ti impedirà di cercarle, lo sappiamo entrambe. Non ci fermeremo finché non le avremo trovate e tua sorella con esse.-

-Ci?-

-Le tue battaglie sono le mie.

            Liz sorride ed abbraccia Cary. Le domande aspetteranno il giorno dopo.

 

 

4.

 

 

L’ultima cosa che Boss Morgan si aspettava è di essere svegliato da un’irruzione della polizia nel suo appartamento di Harlem ed invece è esattamente quello che accade. Un discreto numero di poliziotti e perfino di agenti federali con le armi puntate su di lui è attorno al suo letto e le due ragazze che sono con lui, una bianca bionda ed un’asiatica, cinese o forse coreana, strillano.

-Che diavolo sta succedendo?- chiede lui, sorpreso.

-Paul Hadley Morgan lei è in arresto.- dice un giovane ben vestito con gli occhiali -Ha il diritto di restare in silenzio…-

            La lettura dei diritti continua mentre a Morgan ed alle ragazze viene permesso di rivestirsi. Solo allora il boss afroamericano viene ammanettato.

            Il Sergente Lou Snider del 28° Distretto del Dipartimento di Polizia cittadina lo guarda e gli chiede:

-Hai qualcosa da dire, Morgan?-

-Voglio il mio avvocato.- è la sola risposta.

 

Se c’è una cosa che il massiccio avvocato afroamericano Big Ben Donovan odia è essere svegliato nel cuore della notte ed ancor più essere disturbato quando, invece di dormire, è impegnato in altre piacevoli attività ma quando risponde alla telefonata che è appena arrivata, il suo umore peggiora decisamente.

-Cosa?- esclama sorpreso -Ok, ho capito. Mi raccomando. Tieni la bocca chiusa fino al mio arrivo.-

-Guai?- gli chiede la sua compagna di letto, la dottoressa afroamericana Claire Temple.

-Hanno arrestato Morgan.- risponde Big Ben.

-Perdonami se non piango. Quell’uomo è un cancro per tutte le comunità di Harlem e se finalmente hanno trovato un modo per sbatterlo in galera e tenercelo, io ne sono felicissima.-

-Beh, il mio lavoro consiste proprio nel trovare il modo di farlo uscire da quella galera, mi spiace baby.-

-Non ti biasimo Ben, ognuno ha il suo lavoro, ma scusami se te lo dico, stavolta spero che fallirai.-

-Lo so. Non mi aspettavo nulla di diverso da te. Ho sempre ammirato il tuo idealismo… e anche altro di te, s’intende.-

-Non cambierai mai Big Ben?-

-E perché dovrei?- ribatte lui con un sogghigno mentre si infila i pantaloni.

 

            La notizia dell’arresto di Morgan arriva rapidamente anche a Washington D.C. svegliando Sam Wilson col trillo insistente del telefono. È il numero di sua sorella, il che gli dice che è una cosa seria.

-Sarah, cosa sta succedendo?- le chiede.

            Sarah Wilson Casper glielo spiega e termina dicendo

<<Ho pensato che avresti preferito saperlo da me e non dalla TV.>>

-Hai fatto benissimo, Sarah.-

            Dopo un po’ di convenevoli i due fratelli si salutano e Nikki Adams, che era nel letto con lui, chiede:

-Brutte notizie da casa?-

-Hanno arrestato Boss Morgan.- risponde Sam.

-Un boss del crimine organizzato in galera mi pare un’ottima notizia.-

-Vero ma… Morgan era riuscito a mantenere un certo equilibrio nel quartiere ma ora potrebbe esserci una vera guerra per sostituirlo.-

-E se accadesse, che potresti fare tu?-

-Tutto quello che posso.- risponde lui.

 

 

5.

 

 

Camp Lehigh in Virginia è la sede di una particolare task force interforze del Dipartimento della Difesa il cui compito è occuparsi delle minacce superumane alla sicurezza miliare. Del team guidato dal Brigadiere Generale dell’Esercito Joseph Kragg fa parte anche il Tenente di Marina Franklin Mills, un ex Navy SEAL che è anche un uomo con un segreto, uno che conoscono in pochi e tra questi non c’è la donna che occupa la scrivania davanti alla sua. D’altronde non c’è motivo per cui la graziosa Diane Perrywinkle, Tenente dell’USAF,[6] debba sapere di lui più del necessario, anche se Mills deve ammettere di provare per lui una certa attrazione e l’idea di provare a farle qualche avance lo stuzzica.

I suoi pensieri sono interrotti dall’arrivo di due sue colleghe: il Maggiore dei Marines Elizabeth Mace e il Colonnello Cary St. Lawrence.

            Mills scatta in piedi e si avvicina a Liz.

-Notizie di tua sorella?- le chiede.

-Ancora nulla.- risponde lei -In compenso i miei genitori sono al sicuro. Nemmeno io so dove… ed è meglio così.-

-Capisco. Beh, intanto io e Diane… il Tenente Perrywinkle non siamo rimasti con le mani in mano ed abbiamo indagato sulla North Organization. Ti interessa sapere cosa abbiamo scoperto?-

-Puoi scommetterci.-

 

            Ursula Armstrong rientra nella sua abitazione di Georgetown che è quasi l’alba. Si siede sul divano, prende un cellulare e solleva fino all’altezza delle labbra il pendente al suo collo e parla:

-Sono io. Credo di aver scoperto qualcosa di interessante.-

<<Dimmi.>> replica una voce di donna.

-Il Senatore Woodman si è recato in una villa a McLean, un posto che deve costare parecchio.-

<<Sei riuscita a seguirlo anche dentro?>>

-Ovviamente sì. Nella villa ha incontrato due uomini e una donna. Sono uomo riuscita a prendere le loro foto e le ho confrontate con il database della WFSK.-

<<E…?>>

-Li ho identificati tutti e tre: Daniel Whitehall, funzionario dell’Ambasciata britannica, Sunil Bakshi, dirigente dell’Echidna Group e la Baronessa Croft di Wickenham, membro britannico del Comitato di Controllo delle Nazioni Unite sulle Risorse Speciali di Mantenimento della Pace.-

<<Whitehall? Molto interessante.>>

-Sai chi è?-

<<Io so molte cose, mia cara e quello che mi hai riferito è più interessante di quanto credi.>>

-C’è un’altra cosa che dovresti sapere allora. Non sono riuscita a sentire molto della loro conversazione ma ho colto benissimo una parola: Hydra.-

<<Ancora più interessante. Ho un altro compito per te, mia piccola Ursula, decisamente adatto alle tue capacità.>>

            Ursula Armstrong ascolta attentamente le istruzioni della misteriosa donna ed alla fine dice:

-Puoi contare su di me.-

<<Lo so.>> replica l’altra.

            La telefonata si interrompe lasciando Ursula a farsi domande destinate, almeno per ora, a restare senza risposta.

 

Da un’altra parte una donna ripone Il suo cellulare e si porta due dita alle labbra riflettendo. Il Presidente della Commissione sui Servizi Segreti del Senato incontra segretamente il capo della stazione americana del MI6[7] un imprenditore indiano ed un funzionario dell’ONU, perché? Non per questioni di lavoro, questo è certo, ma quale può essere il legame tra quei quattro e l’Hydra?

La donna schiocca le dita mentre un lampo di comprensione le illumina la mente. Ma certo! Pensa: è l’unica risposta possibile.

Ora deve decidere come usare tutto questo a suo vantaggio. Non ha dubbi che troverà il modo..

 

 

CONTINUA

 

 

NOTE DELL’AUTORE

 

 

            Poche note, quindi non perdiamo tempo:

1)     Amelia Baronessa Croft di Wickenham, è apparsa in MIT per la prima volta su X-Men #45. Le sue recenti vicende sono ben note a chi legge il nostro Nick Fury.

2)     Chi è la misteriosa Cacciatrice e qual è, se c’è, il suo legame con Barbara Roberta Morse meglio nota come Mimo, morta un po’ di tempo fa su Avengers West Coast #100. Con un po’ di pazienza lo saprete.

Nel prossimo episodio: misteri, intrighi ed il fato di Roberta Mace.

 

 

Carlo



[1] Come visto negli ultimi episodi di Nick Fury.

[2] Se vi sembra familiare + perché è ripreso dal finale dello scorso episodio.

[3] Visto sempre nello scorso episodio.

[4] Ovvero nello scorso episodio.

[5] Director of National Intelligence.

[6] Unite States Air Force.

[7] Il servizio di spionaggio all’estero britannico.